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  Levico Terme
STORIA:

Caratterizzata dalle acque arsenicali-ferruginose, che danno allo stabilimento termale particolari proprietà curative, Levico Terme si staglia nel paesaggio delle Alpi Trentine.
La sua storia antica porta in sé i tratti del passaggio di diverse popolazioni e domini, dai lontani longobardi ai prìncipi vescovi all’Impero Austro-Ungarico, la cittadina di Levico Terme ha conosciuto il suo sviluppo anche grazie alla posizione, che la vede vicina al Lago di Levico e di passaggio lungo la strada che attraverso la Valsugana collega i principali centri di questa zona.
Luogo di villeggiatura per la corte dell’Impero Austro-Ungarico, Levico conserva ancora intatti la Villa Sissi e il parco dove la principessa soleva passeggiare.
Durante la Grande Guerra l’intera zona della Valsugana e dell’Altipiano dei Sette Comuni, situata al confine tra Impero Austro Ungarico e Regno di Sardegna, ha avuto uno ruolo strategico, di qui passava il fronte e proprio lungo questa linea immaginaria sono sorti numerosi forti che ancora oggi sono integri e visitabili, come i musei che raccolgono i resti di questa sconvolgente esperienza che ha fortemente segnato la cultura e la tradizione della gente del posto.
Oggi Levico Terme è uno dei maggiori centri della Valsugana, una ridente cittadina che deve la sua fortuna alle bellezze naturali di cui è circondata, dal Lago con il suo incantevole paesaggio alle Montagne con le numerose proposte per gli sportivi e per gli amanti della natura. Le acque offrono ancora ristoro e cura alle numerose persone che si affidano alle Terme e alla professionalità degli operatori degli stabilimenti. Anche le proposte culturali non mancano, grazie all’impegno e alla dedizione dei suoi abitanti che di giorno in giorno costruiscono un ambiente sano, accogliente e ricco di opportunità.

DINTORNI:

La cittadina di Levico Terme conta all’incirca 7.000 abitanti ed è alta 500 metri sul livello del mare.

Si trova a 20 km da Trento sulle rive del Lago di Levico e alle pendici del Monte Fronte. L’ambiente circostante è caratterizzato da una natura rigogliosa e prorompente, i vicini sentieri di montagna e le ciclabili di recente costruzione lo rendono particolarmente appetibile per gli appassionati del trekking, della mountain bike, e per gli amanti dello sport, vista la disponibilità di diverse strutture (campi da tennis, maneggio, vela, canoa, pareti attrezzate, … ).
Anche gli amanti del relax possono trovare risposta alle proprie esigenze, vista l’attenzione che viene posta a questa dimensione della vita umana, quella del riposo e del rigenerarsi.

PASSEGGIATE:

In paese: il Parco delle Terme si trova nel centro del paese e al suo interno racchiude la magia dei tempi andati in cui la Principessa Sissi si recava presso la sua Villa estiva per villeggiare, all’ombra degli alberi secolari si può passeggiare per i viali fino alla Villa Sissi, oggi sede dell’Ufficio di Promozione Turistica. Nella parte alta del Parco si trova il Grand Hotel Imperial all’interno del quale è possibile godere di trattamenti termali, di bellezza e massaggi.
Il corso è costellato di negozietti di vario genere, dove si può fare shopping,  acquistare souvenir e cartoline.
Proseguendo verso il lago ci si può imbattere nello stabilimento termale, imponente edificio, interessante realizzazione architettonica immersa nel grande giardino.
Arrivati all’incrocio, girando a sinistra, si può costeggiare il Rio Maggiore e intraprendere il sentiero sterrato che porta al Lago, da qui è già possibile godere della vista del Lago con il Colle di Tenna che fa da sfondo. Giunti al Lago si può riposare sulla spiaggia o fare il bagno.

Chiesetta di San Biagio: percorrenza: 1 ora a/r. Difficoltà: semplice, per non allontanarsi troppo. La chiesetta di San Biagio si trova nella parte alta del paese. Partendo dallo stabilimento termale si può girare a destra nella Strada per Vetriolo e poi subito a sinistra in Via S. Biagio. Lungo la strada si incontra un capitello con un’immagine della Madonna, si prosegue poi fino ad imboccare la stradina che sale al colle con la splendida vista sul lago. Si sale ancora fino al Colle di San Biagio (m. 574). Immersa nel Parco Belvedere, interessante la chiesetta trecentesca, con affreschi della scuola veneta, soffitto in legno, pavimento in porfido, un tempo luogo di pellegrinaggio. Visitabile nelle ore pomeridiane.

Castel Selva: percorrenza 2 ore. Difficoltà: semplice. Partendo da Viale Roma si costeggia il muretto di cinta del Parco delle Terme e si percorre Via Silva Domini fino alla Salita al Castello. Proseguendo per questa strada dalla quale si domina la vista sull’abitato di Selva, si gira poi a sinistra lungo l’antico fossato di ciottoli, che porta ai ruderi di Castel Selva (613 m.). Inizialmente utilizzato come rifugio durante le invasioni barbariche divenne poi residenza di principi-vescovi che solevano ospitarVi le illustri personalità del loro ambiente. Caduto in seguito in rovina, venne poi utilizzato come ricavo di materiali da costruzioni durante gli anni difficili della guerra. Oggi sono tuttavia da scorgersi  le tracce dell’antico splendore  nei resti di preziosi intonaci e decorazioni a fresco. Lasciato il Castello si può imboccare il sentiero nel bosco per sbucare in Via Pontora che porta a Selva, e da qui proseguire verso Levico lungo la Via per Selva e poi Via De Gasparri.

Sentiero dei Pescatori: percorrenza 4 ore a/r. Difficoltà: semplice per persone allenate. Sul Lungolago di Levico si stacca la stradina dei Pescatori, che costeggia la sponda nord del lago. Oltrepassato il lago di prende sulla sinistra un sentiero che porta sulla riva opposta, di qui, salendo a destra si risale il Croz del Diaol per arrivare a Località Alberè, dove sorge l’abitato di Tenna. Una volta giunti sulla strada provinciale, si prosegue in mezzo a vigneti e alberi da frutto, fino a Tenna, dalla quale si gode una meravigliosa vista sul lago. Da Piazza San Rocco si prende Via Roma e poi Via San Valentino. Raggiunto il forte militare, costruito dagli austriaci a fine 1800 a scopo difensivo, si prosegue fino all’antichissima chiesetta di San Valentino (579 m.). Da qui si può tornare indietro lungo lo stesso percorso oppure proseguire fino a Caldonazzo.

Passo Vezzena e Pizzo di Levico: Durata: mezza giornata, rientro nel pomeriggio. Difficoltà: media. 
Partenza dal Piazzale dell’Albergo Vezzena (mt 1400) . Si prosegue a sinistra verso il Forte Busa Verle per arrivare poi al Forte del Pizzo (mt 1908) con vista mozzafiato sulla Valsugana. 
Dal Pizzo di Levico si può proseguire lungo il sentiero 205 di Porta Manazzo che passa sull’Ortigara e arriva in Valle di Sella – Borgo Valsugana.

Busa Granda mt. 1.500: Durata: circa 2 h e mezzo. Difficoltà: facile
Partenza dalla Loc. Compet a Vetriolo. Si prosegue su mulattiera per circa 1 ora dopodiché si raggiungono i trinceramenti austro – ungarici con postazione di artiglieria. Rientro per lo stesso percorso. 


Dalla Panarotta al Fravort. Durata: a/r ca 4 ore. 
Si parte dalla Stazione Sciistica Panarotta proseguendo sul percorso n. 308 per arrivare, con discreta salita, alla Cima Panarotta (mt. 2002). La cima fu fortemente presidiata durante la prima guerra mondiale essendo fulcro e punto di giunzione tra il settore Brenta e quello del Lagorai. Da qui si prosegue sulla dorsale passando per loc. La Bassa (mt 1834) per poi risalire, seguendo il Sentiero della Pace E5 (percorso 325) e arrivare fino al Monte Fravort mt 2347. Si rientra per lo stesso percorso. Dislivello: 400 mt circa

A Forte Lusern, nella terra dei Cimbri. Durata: 2 ore. Difficoltà: media
Dopo giorni e giorni di furiosi bombardamenti italiani il 28 maggio 1915 fu costretto ad issare la bandiera bianca della resa, ma non capitolò. E’ raggiungibile partendo dal centro di Luserna, il Lont von Cimbarn, il paese dei Cimbri.




 
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